Virginia Woolf, la Hogarth Press e Bloomsbury

Il 2017 celebra il centenario dalla fondazione della Hogarth Press, la casa editrice di Virginia e Leonard Woolf. Proprio in questi giorni, in Inghilterra, si stanno susseguendo diversi eventi, conferenze, copie di incisioni con una pressa dello stesso periodo, letture e celebrazioni di ogni genere. Qui potete seguire tutti gli aggiornamenti del 27esimo convegno internazionale annuale alla University of Reading: Blogging Woolf. La cosa più interessante trovo che sia la presentazione di un libro di Cecil Woolf, nipote diretto dei Woolf, che racconta in una breve autobiografia cosa ricorda dei suoi zii.
Cecil Woolf, The Story Of The Other Boy At The Hogarth Press, Virginia and Leonard Woolf As I Remember Them. 

Hogarth House oggi

Ma com’è nata questa famosa Hogarth Press?

Il giorno del trentatreesimo compleanno di Virginia, mentre sorseggiavano del tè, lei e suo marito presero tre decisioni: affittare Hogarth House nel quartiere Richmond a Londra, trovare un torchio manuale e comprare un bulldog. Erano diversi i motivi che li portarono a ponderare questa soluzione. Nella sua biografia, Leonard Woolf afferma che la casa editrice nacque inizialmente come un hobby, una distrazione per Virginia che in quel periodo aveva avuto diversi crolli emotivi ed era sotto costante stress dovuto alla scrittura. Inoltre, la possibilità di stampare da soli i propri libri avrebbe tolto un’altra causa di ansia, cioè l’attesa e l’eventuale rifiuto di un editore. Inizialmente infatti, le prime due opere della Woolf “The Voyage Out” (La Crociera) e “Night And Day” (Giorno E Notte) vennero pubblicati dalla Duckworth, la casa editrice del fratellastro di Virginia, Gerald Duckworth. Il suo terzo romanzo, “Jacob’s Room” (La Stanza Di Jacob), invece, vide la luce con la Hogarth Press.

Virginia e Leonard Woolf

Il 24 Aprile 1917 riuscirono finalmente a trovare un torchio manuale con cui iniziare. Non riuscirono a trovare dei corsi, perciò impararono tutto da autodidatti: Leonard stampava e Virginia già da tempo aveva maturato un hobby per la rilegatura di libri. Alle incisioni ed illustrazioni pensavano gli altri componenti del loro famigerato gruppo di artisti, il Bloomsbury: la pittrice e sorella di Virginia, Vanessa Bell, i pittori Duncan Grant, Roger Fry e Dora Carrington. Il gruppo era inoltre composto da Thoby, fratello di Virginia e Vanessa venuto a mancare molto giovane, Clive Bell marito di Vanessa, e gli scrittori Lytton Strachey e E. M. Forster. Il Bloomsbury prendeva il nome dal quartiere di Londra in cui abitavano i suoi membri e si occupava di varie tematiche: letteratura, arte, estetica, critica, economia, femminismo, pacifismo e libertà sessuale. La loro cerchia era decisamente controcorrente per l’epoca: molti dei membri erano dichiaratamente omosessuali o bisessuali e vivevano l’amore liberamente.

Nella foto si riescono a riconoscere Virginia, Leonard, Vanessa e Duncan.
Lo scrittore T.S.Eliot e Virginia Woolf

Dopo un mese di tentativi, Leonard e Virginia erano pronti a dare la luce ia loro primo libro stampato. Nel luglio del 1917 stamparono in 150 copie “Two Stories“, un volumetto con due racconti brevi: “Three Jews” di Leonard e “The Mark On The Wall” (Il Segno Sul Muro) di Virginia (che è uno dei miei preferiti dei suoi, potete trovarlo nella raccolta Oggetti Solidi della Racconti edizioni). Iniziò così la storia della Hogarth Press, come un passatempo in cui ogni centesimo guadagnato veniva immediatamente reinvestito in nuove stampe.

Cominciarono ad avere successo e stampare libri di autori semisconosciuti, come James Joyce (anche se è famoso il loro rifiuto per l’Ulisse), Katherine Mansfield, T. S. Eliot, e traduzioni di altri autori sconosciuti in Inghilterra come Sigmund Freud e i russi Dostoevskij, Cechov e Tolstoj. Quando, però, nel 1919 Virginia pubblicò “Kew Gardens“, le vennero chieste più copie di quante avrebbero potuto fare a mano. Decisero quindi, da quel momento, di affidarsi a tipografie più grandi e continuare a stampare solo volumetti. Nel ’21 comprarono un torchio molto più grande e fu in quel momento che si resero conto di aver iniziato una grande attività.
La casa editrice continuò ad esistere anche dopo la morte di Virginia, nel 1941. Leonard la portò avanti fino al 1946, quando poi fu assorbita dalla Chatto&Windus.

Oggi la Hogarth Press esiste ancora ed è una delle tante case editrici inglobate nel colosso di Penguin Random House. Proprio dalll’anno scorso, in occasione dei 400 anni dalla morte di Shakespeare, la Hogarth ha portato avanti un grande progetto: Hogarth Shakespeare.
Ha chiesto a grandi scrittori del presente, del calibro di Jon Nesbo, Margaret Atwood e Tracy Chevalier, di riscrivere alcune delle più famose opere di Shakespeare, chiedendosi: e se Shakespeare non fosse nato nel 1564 ma nel nostro tempo, come avrebbe scritto oggi quelle sue opere? Alcuni di questi libri sono già usciti, altri usciranno tra il 2018 e il 2021, restate informati!

Donatella

Contatti utili:

Virginia Woolf Society of Great Britain

Italian V. W. Society

Bibliografia e filmografia che consiglio:

“Mia Zia, Virginia Woolf” di Quentin Bell

Biografia di Leonard Woolf

“The Hours”, romanzo di Michael Cunningham e film con Nicole Kidman, Meryl Streep e Julianne Moore

“Life in Squares”, miniserie della BBC che racconta le vicende del Bloomsbury Group 

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